I Pink Floyd sono vecchi, i Backstreet Boys si sono sciolti, Amy Winehouse non si regge in piedi. Il mondo aveva bisogno di una nuova star da idolatrare. Un gruppo di sociologi, massmediologhi, spindoctor e ghostwriter americani ha voluto riempire questo vuoto: non con un cantante ma con un politico. Non un candidato qualsiasi, ma un frankestein geniale che miscela il fascino di Simon Lebon, l’idealismo di JFK, il giovalinismo di Tom Cruise e la nuance della pelle di Michael Jackson dopo la prima operazione e non oltre. Un lavoro riuscito bene, troppo bene, tanto che la situazione è sfuggita loro di mano e – zak! – il mostro è diventato presidente degli USA. Mica poco. Tanto si sono concentrati sullo slogan iessuichèn (inizialmente intendevano solo lanciarlo, poi registrarlo e infine rivenderlo a CEPU), che gli altri contenuti li hanno in realtà solo un pò scopiazzati. Si giunge ora al punto: io ho scoperto da dove questi geniacci hanno attinto a piene mani per imbastire alla bell’emmeglio un programma di governo. Il luogo è il misconosciuto blog di Enrico Boselli, l’ultimo socialista italiano vecchia maniera. Per prepararsi al voto italiano ad Aprile il leader dell’SDI lanciava slogan per cercare consensi, inconsapevole nel mentre di redarre anche i discorsi della stella nascente americana. Qualche mese dopo gli stessi concetti, coincidenza, li tira fuori Barack Obama:
“Non sono contrario ai matrimoni gay. Stiamo lottando per introdurre in Italia quei diritti civili minimi per non far sentire cittadini di serie B un milione e mezzo di italiani che hanno deciso di vivere insieme e di amarsi” E.Boselli, 9 apr

3 Commenti
7 Novembre, 2008 alle 3:22 pm
Come si fa a dire certe str…..e!!! Che livello!!sarai allora tra quelli che pensano che “Obama è bello e abbronzato”.
Che tristezza
7 Novembre, 2008 alle 6:51 pm
Invito i gentili lettori anonimi a commentare “tristemente” solo dopo aver letto gli altri interventi presenti nel blog. In questo modo difatti è possibile comprendere come questo spazio sia un tentativo di raccolta di contenuti vagamente ironici, non-sense e dissacranti, e – forse – essere stimolati a commentare con un motto di spirito piuttosto che con vis polemica.
Ciononostante, mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell’ingiuria.
21 Novembre, 2008 alle 2:23 am
Prescindendo dal fatto che non è da escludere un plagio (del plagio del plagio) sui programmi elettorali di qualsivoglia politicante italiano e/o straniero (fatto sta che il programma di partito di UDC e PD sono stati commissionati alla stessa società di consulenza pubblicitaria…), solo per fare due nomi, e solo perché le campagne elettorali, per come si fanno in Italia, sono esattamente identiche a quelle che si facevano negli USA negli anni ‘60…
A parte tutto ciò, l’ironia del buon Curculione non si mette in dubbio, come non è da mettere in dubbio la voglia di riscoprirsi ogni giorno saccenti, incazzati e brontoloni come un vecchio ottantanovenne (ogni riferimento a Francesco Cossiga è puramente casuale).