Archivi del mese: settembre 2007

I dolori del giovane Werthebra

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Com’è tragica e penosa la vita, mia dolce Carlotta! L’anima lotta costantemente contro il mio malandato fisico, ma cosa può fare contro la cervicale? Forse dovrei cercare di sostenerla sul campo di battaglia, almeno evitando di confondere gli antidolorifici con i lassativi. Che imbarazzo alla festa della contessa Fottemberg! Ancora mi duole pensare di essere stato io la causa di quel disastro nel suo delizioso bagno. Ma è duro questo scontro; il mio corpo tanto è straziato da acciacchi così inusuali per un ventenne, che ai sentimenti e alle passioni proprio non riesco abbandonarmi. Ti ho raccontato del mio dente rotto? Probabilmente già troppe volte. Come se non bastasse, nelle ultime settimane ho un costante prurito al palato che anche in pubblico mi obbliga ad emettere fastidiosi suoni gutturali, nel cercare di sedare il fastidio. L’ambasciatore ha pensato che ridessi di lui. La schiena è a pezzi, neanche il letto di marmo che ho comprato mi genera sollievo. Ogni volta che mi stendo, mi sento come un fachiro sui chiodi. Forse farò un viaggio in India per imparare i segreti del mestiere. Sabato la signorina B. mi ha fatto dono di una preziosa ed antica enciclopedia medica rilegata con pelle d’antilope. E’ proprio una cara donna, non fosse per quel suo alito pestilenziale. Probabilmente anche lei soffre di riflussi gastrici, ma io almeno uso le mentine! Sfogliando il tomo ho cercato di farmi una diagnosi. Hélas! Dai sintomi ho tutte le patologie della lettera G, più la balanopostite. Ne ho parlato con Gunther, il mio amico medico. Forse per tranquillizzarmi ha detto che invece soffro di un solo disturbo, una certa “ipocondria delirante”.

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“Pura Anarchia” – Woody Allen

Si capisce che il mondo della cultura in Italia è alla frutta dal momento che il celebre inserto domenicale del Sole24Ore ha pubblicato in anteprima alcuni racconti di “Pura Anarchia”, uscito il 28 agosto, che segna il ritorno di Woody Allen alla narrativa. Dove sono finiti i dibattiti letterari sugli ermetici? E le digressioni di Eva Cantarella sull’uso del pitale in Beozia? E le provocazioni di Emanuele Severino che vede in Platone un democristiano ante litteram? Queste sono cose serie! Fin da tenera età mi sono abituato negli anni a tali impegnative letture (dei titoli, oltre non mi sono mai spinto). Ora invece, una nuova raccolta di racconti modellati sul nonsense spazza via dal tavolo, come un raucio ben assestato, tutta questa intellighentia. Evidentemente stiamo vivendo una fase di transizione nella quale, dopo una costante assuefazione alle categorie gramsciane, spuntano nuovi e strani sistemi di pensiero. In questo solco, ad esempio, si inserisce la mania di non attribuire più le turbe psicologiche a personalità instabili, bensì ad un’eufemistica “intelligenza emotiva”. Per fortuna, l’intelligenza emotiva e creativa di Allen non è cambiata, nonostante abbia superato i 70 anni. Spesso ispirato da singolari fatti di cronaca, ogni racconto riesce a condensare in coerenti e parodistiche storielle elementi del tutto avulsi dal loro contesto originale, con effetti di grande comicità. E fin qui niente di nuovo, come del resto l’ottima capacità di sintesi letteraria dell’autore. Con la stessa agilità fa parlare Topolino come testimone di uno scottante processo Disney, descrive la crisi di una ricca famiglia alle prese con la pubblicazione delle memorie della tata, e discetta sul contributo dei più grandi filosofi del pensiero occidentale alla dietologia.

Si comprende l’insensatezza di considerare quest’opera assurda un tassello dell’alta cultura proprio in “Così mangiò Zarathustra”, dove è scritto che Kant “proponeva di fare l’ordinazione in modo tale che, se tutti avessero scelto la stessa pietanza, il mondo avrebbe rispettato la legge morale. Purtroppo Kant non aveva previsto un problema: se tutti ordinano il medesimo piatto, in cucina si bisticcerà per decidere a chi tocca l’ultimo branzino. – Ordina come se stessi ordinando per ogni essere umano della terra – raccomanda il filosofo prussiano; e se l’uomo accanto non mangia il guacamole? La verità è che, ovviamente, non esistono pietanze morali. A meno di non considerare le uova sode”. Celebrarlo così, perciò, è come insignire della Palma d’Oro Leslie Nielsen e David Zucker (cosa che in realtà auspico). Alcuni stimatissimi dotti,  medici e sapienti hanno addirittura cercato di seguire le sue orme, come Umberto Eco (“Diario minimo” e “Il secondo diario minimo”) o la “Satira preventiva” di Michele Serra su L’Espresso, con scarsa fortuna. Forse in Italia l’unico capace di tale operazione è il comico Gene Gnocchi.

In ogni caso, per i comuni mortali il genio tutto particolare di Allen (che francamente non riesco a considerare un intellettuale nonostante gli accattivanti occhiali) è esemplare nel mischiare serio e faceto (“Werfel circola in incognito,” spiegò Wunch, “perchè in città c’è Kafka, che vuole indietro l’unica copia del nuovo racconto capolavoro. L’ha prestato a Werfel, ma questi, a corto di coriandoli per una sfilata, si è visto costretto a farlo a quadratini”), a tutto discapito del serio, proprio come ci aveva abituato già nelle prime raccolte (“Come sbagliava Emily Dickinson! La speranza non è ‘la cosa con le piume’. La cosa con le piume è mio nipote. Bisogna proprio portarlo da uno specialista a Zurigo”). E’ dunque raccomandabile comprare il libro ma non chiamare l’autore “Maestro”, se non altro perchè in un’intervista Maurizio Costanzo gli si è rivolto proprio in questo modo.

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Rinascimento

Benvenuti e ben ritrovati in questa nuova e migliore veste grafica. Questo sarà il luogo dei punti dove Curculione ricomincia a vergare di tutto un pò, come gli aficionados ben sapranno. Da tradizione si manterrà un appuntamento circa settimanale, giorno più giorno meno. Per i lettori dotati di gusto particolarmente raffinato, consiglio di visitare la pagina “Il meglio di..” che consiste in una rassegna dei migliori interventi del passato selezionati ad insindacabile giudizio di una commissione di esperti riunitasi apposta per l’occasione e per giocare a ramino. Non disperate comunque, l’opera omnia continuerà ad essere on-line, raggiungibile dal link sulla destra.

Dopo questa breve introduzione, vorrei affrontare un argomento a me caro. A rischio di passare per paranoico, confesso di avere la sensazione che molti autori, specialmente televisivi, mi leggano regolarmente per attingere a nuove battutine da piazzare qua e là. E’ già capitato un paio di volte che vedessi ripetere, a distanza di poche settimane, dei miei simpatici ed inediti motti. Immodestamente fa piacere pensare che qualcuno si serva della mia produzione, in nessun modo coperta da diritti d’autore, per le proprie faccende. In ogni caso, accetto l’eventualità di coincidenze. Quello che ho recentemente scoperto però esce dal campo della ragionevole casualità.

Come molti ricorderanno, il 3 giugno 2007 sul vecchio blog in un intervento dal titolo “Un testimonial d’eccezione” ho inserito Einstein che invece della sua famosa formula scriveva alla lavagna “e ora qualcosa di completamente diverso”. Per sgombrare il campo da ogni dubbio, ammetto che quell’immagine l’ho ritoccata con Paint. Mi sembrava un’idea simpatica pensare che il celebre Albert fosse un mio fan sopreso nel momento in cui confessava il suo amore per codesto spazio (queste sono sempre mie supposizioni, magari continuando a scrivere la frase completa sarebbe stata “e ora qualcosa di completamente diverso sucks!”). Ebbene, il 29 luglio 2007 (quasi due mesi dopo) sul blog più famoso d’Italia – quello di Beppe Grillo – compare il classico intervento qualunquista “La scomparsa del futuro” nel quale è compresa un’immagine promozionale del famoso V-Day. Confrontate le due immagini e trovate le dieci piccole differenze.

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Aldilà della simpatia che si può provare per questo novello Bossi da cabaret, ora più che mai sulla cresta dell’onda, colpisce che, nonostante tutti i mezzi su cui può contare, sia ridotto a scopiazzare da Curculione. Per questo motivo non ho avuto remore ad ispirarmi per il titolo alle sue parole durante la famosa manifestazione.

                           

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