Archivi del mese: ottobre 2007

Il futurismo non è passato

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Zang zang drin driiin! Qualcuno inizia a suonare la sveglia dal torpore! Sveglia cuntadì! Che sia per mano di un futurista non c’è da stupirsi. E quanto più i sepolcri imbiancati dei nostri strani giorni gridano allo scandalo, come scolarette di fronte ad un topo, tanto più il gesto acquisisce le caratteristiche della genialità, in tutte le sue qualità e debolezze. C’è da confidare in un’emulazione selvaggia e tambureggiante in tutte le italiche città d’arte passatista. “Una macchia di colore vi tumulerà!”. Una rivoluzione artistica ed intellettuale scatenata dal nervo ottico, per scuotere animi inerti e occhi vitrei come merce esposta al mercato ittico. L’effetto dell’anestesia culturale iniettata decenni orsono esaurisce lentamente il suo effetto. Gli indecorosi e dozzinali spettacoli che lo StatoMadre ci propina, forse ora appaiono per quello che sono: “Quattro cortigiane, una vecchia gallinaccia ed un puffo. Questo è il cinema di Roma.”

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Videos

Ecco un’altra novità: la sezione cinematografica. La pagina Videos sarà dedicata a produzioni indipendenti di teatro e cinema dell’assurdo, un modo per venire incontro al numeroso pubblico analfabeta di E ORA QUALCOSA DI COMPLETAMENTE DIVERSO. S’inizia con la trilogia del Pirata dello Spazio, oscura figura moraleggiante che fa giustizia un tanto al chilo.

Un ringraziamento particolare a Spaceman Piff per tutta la realizzazione tecnica.

Buona visione!

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Diritti e rovesci

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Chissenefrega del principio di eguaglianza di fronte alla legge e di responsabilità personale. Le Nazioni Unite si trovano ora a rivedere la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dopo una rivoluzionaria sentenza di un giudice di Hannover. A seconda delle influenze ambientali/etnico/culturali, molti individui potranno disporre di sconti di pena a seconda dei casi. Stabilito dunque che non stupisce nessuno che un sardo rinchiuda e sevizi una lituana, ecco alcune fattispecie in cui il soggetto esecutore potrà contare su attenuanti:

  • Un bergamasco dileggia volgarmente un bresciano
  • Un francese tira una testata ad un italiano
  • Un corso spara ad un marsigliese
  • Un kazako intralcia un uzbeko nel procurarsi cibo
  • Un curdo si candida alle elezioni
  • Un sunnita ruba la macchina ad uno sciita
  • Un afghano si taglia la mano
  • Un giapponese usucapisce qualcosa ad Haiti
  • Un cingalese mangia le cervella di uno svedese
  • Un tribunale boliviano nega l’habeas corpus ad un ittito
  • Un colombiano vende cocaina ad un parlamentare italiano

 

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Breve e discutibile storia economica

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In principio fu il liberismo più sfrenato. L’economia di scambio fondata sul baratto infatti non fu altro che un mercato tanto deregolamentato in cui era possibile negoziare qualsiasi cosa, persona, animale. Questo sistema aveva i suoi pro ed i suoi contro. La mancanza di moneta escludeva il pericolo dell’inflazione (e delle politiche monetarie di Trichet). D’altra parte se l’accordo non era soddisfacente per uno dei contraenti, spesso si arrivava alle mani. Si è poi giunti ad un’economia basata sull’agricoltura che è andata avanti molti secoli. C’è da dire che la gente all’epoca non aveva molto fiuto per gli affari se si pensa che, nonostante tutto quello spazio per le piantagioni, nessuno ha mai pensato di coltivare grano per la produzione di etanolo e biodiesel. La prima industrializzazione ha portato all’origine dell’economia politica, ispirata ai modelli della fisica classica perchè quelli del baccarà erano troppo complessi. Un notevole contributo è stata la legge di Say: “L’offerta è sempre in grado di creare la propria domanda. O viceversa. Non ricordo mai!”. All’inglese John Maynard Keynes dobbiamo invece la nascita della macroeconomia moderna. La tesi dell’economista omosessuale è che l’intervento statale debba focalizzarsi nel breve periodo poichè “nel lungo termine siamo tutti morti”. Nei circuiti accademici ciò gli valse la nomea di “menagramo”. Il nome di Charles Darrow può invece a molti risultare sconosciuto, ma gli dobbiamo l’invenzione del Monopoli, famoso gioco di società. Esso è stato spesso censurato, a partire da Goebbels, ministro della propaganda nella Germania nazista, che lo ha definito troppo “giudaico-capitalista”, poi in Unione Sovietica (fino alla perestrojka), e ancora oggi a Cuba, in Cina e Corea del Nord. L’Italia può invece vantare Franco Modigliani, premio Nobel per l’economia nel 1985, che però alla reception degli alberghi veniva sempre confuso con il pittore. Negli ultimi decenni, la conquista più importante è stata l’applicazione all’economia della teoria dei giochi da parte di John Nash. Grazie ad essa si è potuto dimostrare che, se si paga alla romana al ristorante con gli amici, è razionale che tutti i commensali ordinino le pietanze più costose.

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