Archivi del mese: novembre 2007

Bioetica Biotta

Quand’è successo? Dov’ero quando gli interrogativi insoluti dell’umanità sono passati da “può l’uomo capovolgere la strategia dominante nella natura, che nella riproduzione sceglie l’arma della complementarietà dei sessi” a “è finalmente possibile combattere la cellulite”? Probabilmente stavo mangiando un gelato. Ma proprio in quell’attimo molte cose sono cambiate. A mare i dibattiti di filosofia della scienza e diritti dell’embrione, a mare il cromosoma sintetico! Ora per bioe(s)t(et)ica (o meglio, Bioetyc) s’intende un nuovo rivoluzionario prodotto cremoso e untuoso che le femmine umane possono spalmare sui “punti critici”, grazie ad un nuovo kit “glutei perfetti” proposto da Deborah, che non è una collega della Montalcini ma un marchio di prodotti cosmetici. I fastidiosi inestetismi saranno i prossimi dilemmi che divideranno presto laici e cattolici in un nuovo referendum.. Vuoi tu che lo Stato sostenga la ricerca scientifica finalizzata alla bellezza dei cittadini italiani, in ordine all’articolo 3 della Costituzione per cui “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che […] impediscono il pieno sviluppo della persona umana”? Sì/No.

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Aspettando l’Uomo Tigre

Un’altra produzione indipendente – dalle major e dal buon senso – sviscera sotto forma di trailer i nodi fondamentali del vivere civile.

Buona visione!

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Filosofia per grandi e piccini

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Il celebroleso

“Maledetto Sturm und Drang!”, inveiva Zimsterne nei confronti dei romantici. La eco di queste parole rimbombava nel salottino semi vuoto, dove un tempo giacevano libri antichi e mobili di valore. Dopo aver pignorato ogni suo avere, l’unica cosa che gli era rimasta era la statua equestre nel guardaroba che lo raffigurava mentre cadeva da cavallo. Non era in grado di affrontare questo penoso anonimato, lui da sempre abituato alla notorietà. Appena sedicenne (e già positivista), infatti, fece scalpore una sua raccolta di novelle che adattava le favole di Fedro agli elementi della tavola periodica. Presto divenne direttore del Die Grundsfachzeitschrift (per gli amici Grund), importante rivista scientifica e letteraria. Zimsterne la condusse ad una popolarità enorme, grazie alla pensata di offrire simpatici gadget ai lettori. La rubrica “Lettere al direttore” era tanto seguita che da quella nacque il modo di dire, ancora oggi diffuso, “lettere al direttore”. Nemmeno quando definì i borghesi “puzzolenti cimici” la sua popolarità scemò. La crisi avvenne quando l’irruenza tempestosa del romanticismo smembrò la fredda moda illuminista. Dall’oggi al domani, nessuno voleva più saperne della Dea Ragione, dei ragionieri e di Zimsterne. “Ma come fanno a bersi quel Goethe?!”, si lamentava con il nipotino di tre anni, “E’ lo scrittore più commerciale dai tempi della Comedia! Talmente piatto da piacere sia agli ex illuministi sia a quelle pastefrolle dei romantici!”. Le affinità elettive aveva fatto cancellare dalla mente del grande pubblico il ricordo della figura di Zimsterne, tanto da rendere impronunciabile il suo già difficile nome. E dire che un tempo tutti apprezzavano i suoi scritti, e veniva invitato tanto spesso a prendere un caffè nei più importanti salotti dell’epoca da diventare rapidamente nevrotico. Suo malgrado ora non poteva permettersi neanche di passare per una sala da thè e, per sedare la dipendenza da caffeina, è finito nelle mani di avidi strozzini che gli procuravano chicchi da sgranocchiare. Per lui il successo era stato disgraziatamente effimero, e gli aveva tolto gli strumenti per affrontare un’esistenza banale. Ironia della sorte, fu proprio lui, l’illuminista più famoso della Pomerania, a perdere il lume della ragione. “Maledetto Sturm und Drang!”, continuava a ripetere.

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