Archivi del mese: aprile 2008

Chi cerca trova – Parte II

Prosegue la mia analisi delle parole chiave che hanno condotto strani navigatori alle mie pagine. Penso che chiunque di noi almeno una volta abbia cercato sul web qualche originale aforisma. Effettivamente non sono pochi i visitatori trovatisi qui con la vana speranza di trovare qualche curioso motto di Visco (frasi famose fiscalità) o di gente sensibile all’altezza (frasi famose con vertigini). Un Ipse Dixit ci sta sempre bene, ma i lettori sono esigenti e circorscrivono con molta accuratezza il campo d’interesse (citazioni famose sui giovani e il capitalismo), però anche il contenente ha la sua importanza e c’è chi pone vincoli grammaticali alla frase stessa (citazioni famose con avverbio aggettivo). Da frasi famose a personaggi famosi che si distinguono per gesti particolari (attrice che ha dipinto una roccia ; Soru tassa sul lusso), per idee politiche (luca bizzarri comunista), per presunti gusti personali (Leslie Nielsen omosessuale e john nash omosessuale), o per difettucci fisici (santanchè con cellulite). La cellulite – come l’intramontabile caccola (perchè mangiare caccole psicologia; traduzione inglese caccola) – rappresenta una corrente di ricerca a sè nella quale gli esponenti migliori cercano un contenuto estetico (cellulite e arte) o rarissimi casi accademici (cellulite uomo). Nella miscellanea invece ci sono idee di design (lampada vintage a forma di donna), idee per la cena (cucinare le coste di bietole) e frasi non-sense (ragazza che affonda nella lista di patti). Mi ha colpito anche l’invisibile gentiluomo giapponese, immagino sia un impeccabile supereroe dagli occhi a mandorla che, nonostante il suo potere, per educazione non sbircia nello spogliatoio femminile. E di invisibilità parlando la mia preferita è: personalità invisibile e ruminazione. C’è da dire che, a parte le facezie, molti sono invece interessati alla filosofia (liebniz il cuore anima; heidegger dialogo su un viottolo di campo), anche se con notevoli errori di stompa (strum und grund). Infine, a chiudere questo giro, improvvisamente una domanda inquietante: cosa costa stilare un testamento pubblico?

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E’ un paese per vecchi

Non bastasse l’attaccamento alle poltrone istituzionali e accademiche, le barriere all’ingresso del mondo del lavoro, la bassa età pensionabile, etc, ora si passa direttamente alla vessazione fisica dei giovani. Da un certo tempo è stato creato uno strumento che emette un fastidioso fischio modulato su frequenze percebili solo da under 20, ma esistono anche per under 30, 40 e 50. I matusalemme hanno iniziato ad impiegarlo per scacciare i giovinastri che fan casino per strada o imbrattano le strade. Ma la preoccupazione nasce da indiscrezioni che parlano di un manifesto dei Sette Vegliardi di Sion, misterioso consiglio di anzianotti. Si mormora che vogliano dotare la cittadinanza canuta di versioni tanto potenziate di questi aggeggi da annichilire ogni volontà di reazione di chi può sentire il suono. L’idea è una nuova schiavitù. Infatti il potere si spartirebbe fra tutti i membri più anziani creando una nuova classe privilegiata, i Veterani (l’eufemismo dimostra quanto i vecchi siano molto indulgenti con sè stessi). I minori di 50 anni formerebbero così un’immensa massa di nuovi schiavi alla mercè delle volontà senili, vivendo una lunghissima attesa per il cinquantesimo compleanno che celebra con grandi feste e ballo liscio il passaggio della barricata: finalmente si è liberi dalla schiavitù e si può comandare gli inferiori con il disprezzo tante volte subito fino a quel giorno. La perfezione di questo ordine nasce dal fatto che gli schiavi non avrebbero spinta a rovesciare il potere non solo perchè verrebbero schiantati dal crudele fischio (se non impiccati) ma soprattutto essendo loro promesso uno scranno al lauto pasto della terza età. La forza dei pensionati nasce dunque dalla debolezza della tromba di Eustachio. Meditate giovani se non sia venuto il momento di una nuova lotta di classe su base anagrafica.

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L’Italia al v(u)oto

E’ giorno di elezioni e, come nel 2006, mi sbilancio apertamente sui programmi politici. Innanzitutto è difficile scegliere con così tanti canditati premier, quindi cercherò di prendere il meglio dai due principali, sfidando così la legge sulla par condicio che già una volta mi ha sanzionato (vedi qui). Checchè ne dicano i sondaggi ufficiali, i concorrenti che considero più favoriti sono la “Lista del Grillo Parlante” (in cui sono confluiti vari movimenti che vanno da No Euro a Lista Automobilisti e Forza Roma), LGP, ed il “Partito Sardo d’Azione”, PSA. Probabilmente saranno costretti da questa infame legge elettorale ad una Grobe Koalition, essendo il primo favorito alla Camera ed il secondo al Senato. E proprio dalla riforma della legge elettorale dovranno partire. Ritengo però irricevibile la proposta del PSA di contare doppio il voto dei elettori sardi, al massimo se ne può parlare per il nuorese. Sulla giustizia, la LGP è invece intenzionata a ripristinare la legge sul duello (abrogata definitivamente solo nel 1999), per finalmente stabilire il torto e la ragione sul filo di spada. Insistono sul fatto che sia una riforma a costo zero poichè i risparmi del sistema giudiziario compenserebbero i gravami aggiuntivi sul sistema sanitario. Il rischio è che magistrati faziosi, e con amici ben allenati alla scherma, potrebbero così eliminare – nel senso fisico del termine – politici avversi, imbastendo scandaletti che poi si rivelano buchi nell’acqua. Mastella deve pure ritenersi fortunato per quel che gli è capitato. Nell’ambito economico si vedono invece due diversi approcci: uno più idealista (LGP), l’altro più pragmatico (PSA). I primi infatti propongono l’abolizione del signoraggio e la nazionalizzazione del sistema monetario e bancario. I sardi d’altro canto hanno una soluzione un pò complessa ma geniale per aiutare i loro amici di Confindustria. Vogliono infatti per legge convertire gli stipendi dei dipendenti da ricavo a costo figurato. Il lavoratore dunque non deve versare nulla al datore ma può negoziare con quest’ultimo una cifra virtuale totalmente detraibile dalle imposte. Molti economisti e giuristi però si arrovellano sulla liceità di questa azione. Dopo settimane di analisi sembrano aver concluso che non percependo reddito i dipendenti non avrebbero quindi nulla da cui detrarre, lavorando di fatto aggratis. In ogni caso, la fregatura sembra dietro l’angolo.

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Uno sfortunato scrittore

       
 
Caro ribaltatore,
approfitto del tuo spazio per segnalare la pubblicazione dell’autobiografia postuma di un grande scrittore, che purtroppo ha sofferto (e soffre tutt’ora da morto) di una rara sindrome – dal nome impronunciabile – che lo costringeva ad arrivare tardi in qualsiasi circostanza. Questa sindrome è il principale motivo dell’uscita così postuma della sua autobiografia (è morto nel 1934). Di chi sto parlando, ti chiederai. Si tratta di un grande contemporaneo di Jules Verne: lo spagnolo Augusto Sabato. La sua carriera ha, suo malgrado, seguito le orme del geniale e visionario scrittore francese, i cui romanzi hanno sempre preceduto, anche se di poco, i grandi capolavori di Augusto: i nipoti del tenente Maquer, viaggio ai confini della foresta, quattro giorni in deltaplano, il giro dell’eurasia in 40 mesi.
I miei ossequi porgente
Lettera firmata
a
Grazie per la segnalazione. Ai lettori meno colti faccio notare che Verne in spagnolo significa Venerdì, costringendo così il Sabato ad arrivare sempre dopo, pur affrontando temi simili. Personalmente ricordo di Sabato solo un romanzo nel quale denunciava l’annegamento di tante giovani angolane per mano degli odiati portoghesi, “Ventimila negre sotto i mari”.

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