Uno sfortunato scrittore

       
 
Caro ribaltatore,
approfitto del tuo spazio per segnalare la pubblicazione dell’autobiografia postuma di un grande scrittore, che purtroppo ha sofferto (e soffre tutt’ora da morto) di una rara sindrome – dal nome impronunciabile – che lo costringeva ad arrivare tardi in qualsiasi circostanza. Questa sindrome è il principale motivo dell’uscita così postuma della sua autobiografia (è morto nel 1934). Di chi sto parlando, ti chiederai. Si tratta di un grande contemporaneo di Jules Verne: lo spagnolo Augusto Sabato. La sua carriera ha, suo malgrado, seguito le orme del geniale e visionario scrittore francese, i cui romanzi hanno sempre preceduto, anche se di poco, i grandi capolavori di Augusto: i nipoti del tenente Maquer, viaggio ai confini della foresta, quattro giorni in deltaplano, il giro dell’eurasia in 40 mesi.
I miei ossequi porgente
Lettera firmata
a
Grazie per la segnalazione. Ai lettori meno colti faccio notare che Verne in spagnolo significa Venerdì, costringendo così il Sabato ad arrivare sempre dopo, pur affrontando temi simili. Personalmente ricordo di Sabato solo un romanzo nel quale denunciava l’annegamento di tante giovani angolane per mano degli odiati portoghesi, “Ventimila negre sotto i mari”.
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