Archivi del mese: giugno 2008

Qesto titolo contiene tre erori

      

 

Stato di diritto o Stato di ignoranza? Questo è il dubbio che sorge a vedere cosa stanno combinando con l’esame di Stato di quest’anno. Più che maturità sarebbe più corretto parlare di marcescenza. Siamo in una nuova era legata alla fine del razionalismo e del sapere. L’illuminismo è così passé. Ma io non mi schiero con gli scandalizzati, anche perché non sapevo che la poesia di Montale fosse dedicata ad un uomo. Dite che non è un’argomentazione sufficiente? Dite che il ministero ben dovrebbe sapere queste cose? E perché? Montale era così ermetico che probabilmente avrebbe lui stesso dei dubbi sulla finalità della sua opera. A parte questo paradosso, bisogna sottolineare il cambio di passo che lo Stato italiano suggerisce: lo strafalcione è finalmente sdoganato. La cultura del pressapochismo diventa la base su cui fondare un nuovo futuro coerente con la teoria del caos. Retrogrado è chi non accetta ciò storicisticamente, reazionario è chi difende l’erudizione corretta, codino è chi si aggrappa allo studio completo e approfondito. E basta con la storiella che un tempo le cose si sapevano bene e si facevano bene! Anzi, tante scoperte sono nate grazie ad errori clamorosi. Vi siete scordati la penicillina? E di Cristoforo Colombo? Se avesse imbroccato la rotta, oggi sicuramente non esisterebbe Mtv e il baseball. Una tragedia incolmabile.

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Un grosso intermediario del mondo

Da: chiser@alice.it

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Con impazienza aspetto lettera
Direttore dell`ufficio del personale.

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Dittatori si diventa

    

Tutti i regimi dittatoriali hanno in comune una cosa. E non sto parlando della repressione dei dissidenti, bensì del curioso fatto che tutti i leader di regime provenissero da attività mansuete che nulla potevano far presagire. I casi più celebri sono Mussolini maestro di scuola, Hitler imbianchino, Stalin seminarista e Mao Tse Dong aiuto bibliotecario.. ma a parte i soliti noti, cosa sappiamo degli altri? In piena esaltazione revisionistica ho scartabellato un pò trovando notizie interessanti.

Pinochet – Prima della carriera militare, Augusto Pinochet si dilettava a tradurre in spagnolo i grandi successi del free jazz punk inglese. Questo sembra spiegare anche perchè andasse d’accordo con la Thatcher. La lady di ferro era infatti una fan sfegatata dei Dirty Burpers, dei quali il dittatore argentino aveva tradotto anche il nome facendoli pubblicare come Los Eructatores Mugrientos.

Jaruzelski – Come Pinochet, il realsocialista polacco era generale. Pochi sanno però che da giovane aveva fondato una rivista di decorazione della casa. Sembra inoltre che la sua specialità fosse il découpage, ma non piacendo la cosa a Mosca, Jaruzelski l’ha sempre tenuto nascosto. Finalmente ha potuto confessarlo solo pochi anni fa nella versione polacca del Maurizio Costanzo Show.

Pol Pot – Il sanguinario dittatore comunista cambogiano ha un insospettabile passato. Era infatti un croupier nel lussuoso Casinò (o lussurioso casino) di Phnom Penh. Una volta la pallina della roulette schizzò via colpendolo in piena fronte. Dopo il trauma si convinse di dover guidare i Khmer rossi e massacrare tutti.

Tito – Sembra che i suoi dissapori con i sovietici nascessero dal fatto che, diversamente da Jaruzelski, non avesse la minima intenzione di tacere della sua passione per il découpage. Effettivamente prima di intraprendere la brillante carriera di dittatore e di criminale contro l’umanità, si dilettava ad arredare gli ambienti privati e pubblici dichiarando guerra al razionalismo di Le Corbousier.

Saddam Hussein – Dopo i successi come caricaturista da cabaret, Saddam fu ingaggiato per fare il sosia di sè stesso. Infatti il vero Saddam morì in realtà nel 1998 in un incidente domestico e dovettero sostituirlo con uno dei vari sosia. Scelsero l’attore perchè almeno era in grado di imitarne la pronuncia blesa.

 

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Tour operator

A chiudere questa trilogica su Piero Costa, un ritratto di Cristoforo Colombo con il suo bel biglietto di viaggio. Per dove? Boh! Probabilmente vuole evitare altre figuracce nel tentativo di raggiungere le Indie, specialmente dopo che, sbarcato con la Santa Maria, un nativo centramericano gli ha detto: “No Alpitour? Ahi ahi ahi ahi!” e giustamente si fida più di una consolidata società del turismo che del suo senso dell’orientamento. In fondo è un essere umano come tutti. In ogni caso l’opera racchiude la fondamentale ermeneusi dell’uomo moderno, ormai delineabile come pacco postale alla mercè delle agenzie viaggi. Ma l’originalità del messaggio è sottolineare che l’uomo moderno non è in fondo così diverso dall’uomo di Colombo e dall’uovo di Colombo.

 

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