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Più importante partecipare o recitare?

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I Pink Floyd sono vecchi, i Backstreet Boys si sono sciolti, Amy Winehouse non si regge in piedi. Il mondo aveva bisogno di una nuova star da idolatrare. Un gruppo di sociologi, massmediologhi, spindoctor e ghostwriter americani ha voluto riempire questo vuoto: non con un cantante ma con un politico. Non un candidato qualsiasi, ma un frankestein geniale che miscela il fascino di Simon Lebon, l’idealismo di JFK, il giovalinismo di Tom Cruise e la nuance della pelle di Michael Jackson dopo la prima operazione e non oltre. Un lavoro riuscito bene, troppo bene, tanto che la situazione è sfuggita loro di mano e – zak! – il mostro è diventato presidente degli USA. Mica poco. Tanto si sono concentrati sullo slogan iessuichèn (inizialmente intendevano solo lanciarlo, poi registrarlo e infine rivenderlo a CEPU), che gli altri contenuti li hanno in realtà solo un pò scopiazzati. Si giunge ora al punto: io ho scoperto da dove questi geniacci hanno attinto a piene mani per imbastire alla bell’emmeglio un programma di governo. Il luogo è il misconosciuto blog di Enrico Boselli, l’ultimo socialista italiano vecchia maniera. Per prepararsi al voto italiano ad Aprile il leader dell’SDI lanciava slogan per cercare consensi, inconsapevole nel mentre di redarre anche i discorsi della stella nascente americana. Qualche mese dopo gli stessi concetti, coincidenza, li tira fuori Barack Obama:

“Non sono contrario ai matrimoni gay. Stiamo lottando per introdurre in Italia quei diritti civili minimi per non far sentire cittadini di serie B un milione e mezzo di italiani che hanno deciso di vivere insieme e di amarsi”  E.Boselli, 9 apr

“So che ci sono divergenze sul matrimonio gay, ma sono certo che tutti siamo d’accordo sul fatto che i nostri fratelli gay e le nostre sorelle lesbiche hanno il diritto di fare visita in ospedale alla persona che amano e hanno il diritto a non essere discriminati” B.Obama, 31ago
 
“Noi socialisti ci impegniamo a favorire la nascita di un nuovo modello di sviluppo ecosostenibile basato su nuovi parametri che superino la concezione di crescita misurata esclusivamente sul prodotto interno lordo” E.Boselli, 7 apr
“Noi approviamo una politica energetica che faccia in modo che le grandi aziende paghino per l’inquinamento che producono, e che faccia in modo che le compagnie petrolifere investano i loro profitti da record in un futuro di energia pulita” B.Obama, 4 giu
 
“L’aborto è una piaga se non c’è una legge che stabilisca limiti e regole, perché altrimenti dal dramma si passa alla tragedia e a farne le spese sono sempre i più deboli” E.Boselli, 6 apr
“Rendere l’aborto illegale non lo elimina, ma fa solo sì che i poveri soffrano di più delle persone benestanti” B.Obama, 14 giu
 
“Walter Veltroni è un bugiardo, mente. Chiedo a Bertinotti e Casini di smentire pubblicamente le sue dichiarazioni.” E.Boselli 9 apr
“Hillary Clinton è una bugiarda, mente. Chiedo a suo marito Bill e ad Al Gore di smentire pubblicamente le sue dichiarazioni”. (ok, magari Obama non l’ha detto però l’ha sicuramente pensato)
 
Il risultato? Boselli = 0,8 % in Italia; Obama = 52 % in USA. L’abito non fa il monaco, ma il presidente.
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L’Italia al v(u)oto

E’ giorno di elezioni e, come nel 2006, mi sbilancio apertamente sui programmi politici. Innanzitutto è difficile scegliere con così tanti canditati premier, quindi cercherò di prendere il meglio dai due principali, sfidando così la legge sulla par condicio che già una volta mi ha sanzionato (vedi qui). Checchè ne dicano i sondaggi ufficiali, i concorrenti che considero più favoriti sono la “Lista del Grillo Parlante” (in cui sono confluiti vari movimenti che vanno da No Euro a Lista Automobilisti e Forza Roma), LGP, ed il “Partito Sardo d’Azione”, PSA. Probabilmente saranno costretti da questa infame legge elettorale ad una Grobe Koalition, essendo il primo favorito alla Camera ed il secondo al Senato. E proprio dalla riforma della legge elettorale dovranno partire. Ritengo però irricevibile la proposta del PSA di contare doppio il voto dei elettori sardi, al massimo se ne può parlare per il nuorese. Sulla giustizia, la LGP è invece intenzionata a ripristinare la legge sul duello (abrogata definitivamente solo nel 1999), per finalmente stabilire il torto e la ragione sul filo di spada. Insistono sul fatto che sia una riforma a costo zero poichè i risparmi del sistema giudiziario compenserebbero i gravami aggiuntivi sul sistema sanitario. Il rischio è che magistrati faziosi, e con amici ben allenati alla scherma, potrebbero così eliminare – nel senso fisico del termine – politici avversi, imbastendo scandaletti che poi si rivelano buchi nell’acqua. Mastella deve pure ritenersi fortunato per quel che gli è capitato. Nell’ambito economico si vedono invece due diversi approcci: uno più idealista (LGP), l’altro più pragmatico (PSA). I primi infatti propongono l’abolizione del signoraggio e la nazionalizzazione del sistema monetario e bancario. I sardi d’altro canto hanno una soluzione un pò complessa ma geniale per aiutare i loro amici di Confindustria. Vogliono infatti per legge convertire gli stipendi dei dipendenti da ricavo a costo figurato. Il lavoratore dunque non deve versare nulla al datore ma può negoziare con quest’ultimo una cifra virtuale totalmente detraibile dalle imposte. Molti economisti e giuristi però si arrovellano sulla liceità di questa azione. Dopo settimane di analisi sembrano aver concluso che non percependo reddito i dipendenti non avrebbero quindi nulla da cui detrarre, lavorando di fatto aggratis. In ogni caso, la fregatura sembra dietro l’angolo.

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Il girone dei NIMBY

Non tutti sono a conoscenza delle bozze della Divina Commedia. All’Alighieri l’editore aveva infatti fatto eliminare alcuni canti, considerati superflui ai fini commerciali dell’opera. Ripropongo un frammento di queste per la sua sconvolgente attualità. Nella prima stesura dell’Inferno Dante aveva inserito quelli che oggi sarebbero definiti colpiti dalla sindrome NIMBY (Not In My Backyard), sabotatori di qualsiasi opera di pubblica utilità, il cui contrappasso consiste in un’eternità dentro campane di vetro. Per qualsiasi eventuale richiesta di delucidazione, sono in grado di inserire nei commenti le note di Natalino Sapegno.

Ove lo duca mio gentil condusse,

 D’un tal bolgia d’anime penose,

 Loco mai pensavo or m’apparisse.

Bocche contrite, financo irose,

 Spalancano in dentro campane

 E prigion di vitro biliose.

Lo maestro disse: “Genti mondane

 Codeste che di ogne rifiutaron

 Nel loro giardin avesser di strane;

Mulin a vento, descariche reputaron

 Nemici lor, e pur sanza guadanio

 A popol nostrano danno causaron.”

Tra quegli l’Alfonso detto Scanio

 M’accorsi urlar con vuoto silenzio.

 “A che motivo è muto ‘l verde vanio?”

Diss’io, e ‘l duca: “Già schiamazzio

 E confusione, com’a Pianura,

 Fecer invece di pascere l’ozio.

Or son quivi in codesta calura

 In vetrose cupole dove gridare

 Ma non v’è suono pella clausura,

E sol qui non posson quest’ordo sfidare:

 Vuolsi così colà dove si puote

 Ciò che si vuole, e più non dimandare.”

 

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Strani nuovi mondi elettorali

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“Ai valori di ordine, Patria, famiglia vogliamo aggiungere gli assoli di Dimebag Darrel dei Pantera e i capelli da roteare”. Questa, in sintesi, la linea d’azione che sembra prevalere nel mondo giovanile de La Destra, nuova forma politica nata in questa movimentata fase attuale della società italiana. L’imprintig del movimento/partito è dato da accesi toni polemici, recupero delle tradizioni e dell’orgoglio destrorso. In parole povere, difficilmente vedremo una Santanché lagrimante, emula di Hillary Clinton, per raggranellare voti (soprattutto nel New Hampshire). Sono invece tutti tesi a fagocitare elettori ai danni di Alleanza Nazionale cui ultimamente attribuiscono un atteggiamento troppo moderato. La competizione si spinge dunque anche ai movimenti giovanili, e gli sbarbati coordinatori agli ordini di Storace sembra abbiano le idee chiare per fronteggiare i rivali di Azione Giovani: “Se vediamo la politica come una tavola periodica” – dice G.N., perito chimico fresco di diploma – “gli altri sono impalpabili non metalli, noi invece metallo pesante!”. Un partito di “ioni”, potrebbere ironizzare qualcuno, ma c’è una strategia. Si rivolgono infatti ai metallari, un inaspettato bacino elettorale che finora nessuno ha mai osato esplorare e attrarre. Guidati da un confuso senso anarcoautoritario, molti metallari sono potenzialmente sostenitori de La Destra storaciana. Questo è ancora tutto da verificare, ma sarebbe interessante assistere ad un curioso passaggio di testimone dalle camice nere ai dark. In perfetta armonia cromatica.

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