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Dittatori si diventa

    

Tutti i regimi dittatoriali hanno in comune una cosa. E non sto parlando della repressione dei dissidenti, bensì del curioso fatto che tutti i leader di regime provenissero da attività mansuete che nulla potevano far presagire. I casi più celebri sono Mussolini maestro di scuola, Hitler imbianchino, Stalin seminarista e Mao Tse Dong aiuto bibliotecario.. ma a parte i soliti noti, cosa sappiamo degli altri? In piena esaltazione revisionistica ho scartabellato un pò trovando notizie interessanti.

Pinochet – Prima della carriera militare, Augusto Pinochet si dilettava a tradurre in spagnolo i grandi successi del free jazz punk inglese. Questo sembra spiegare anche perchè andasse d’accordo con la Thatcher. La lady di ferro era infatti una fan sfegatata dei Dirty Burpers, dei quali il dittatore argentino aveva tradotto anche il nome facendoli pubblicare come Los Eructatores Mugrientos.

Jaruzelski – Come Pinochet, il realsocialista polacco era generale. Pochi sanno però che da giovane aveva fondato una rivista di decorazione della casa. Sembra inoltre che la sua specialità fosse il découpage, ma non piacendo la cosa a Mosca, Jaruzelski l’ha sempre tenuto nascosto. Finalmente ha potuto confessarlo solo pochi anni fa nella versione polacca del Maurizio Costanzo Show.

Pol Pot – Il sanguinario dittatore comunista cambogiano ha un insospettabile passato. Era infatti un croupier nel lussuoso Casinò (o lussurioso casino) di Phnom Penh. Una volta la pallina della roulette schizzò via colpendolo in piena fronte. Dopo il trauma si convinse di dover guidare i Khmer rossi e massacrare tutti.

Tito – Sembra che i suoi dissapori con i sovietici nascessero dal fatto che, diversamente da Jaruzelski, non avesse la minima intenzione di tacere della sua passione per il découpage. Effettivamente prima di intraprendere la brillante carriera di dittatore e di criminale contro l’umanità, si dilettava ad arredare gli ambienti privati e pubblici dichiarando guerra al razionalismo di Le Corbousier.

Saddam Hussein – Dopo i successi come caricaturista da cabaret, Saddam fu ingaggiato per fare il sosia di sè stesso. Infatti il vero Saddam morì in realtà nel 1998 in un incidente domestico e dovettero sostituirlo con uno dei vari sosia. Scelsero l’attore perchè almeno era in grado di imitarne la pronuncia blesa.

 

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Storia, un tanto al litro

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Che fretta c’era? Maledetta primavera di popoli! La Sanbenedetto ha pensato bene di usufruire dell’immagine di un evento storico di amplissima portata, quale è stata la Primavera dei Popoli, per commercializzare la solita banale acqua minerale. D’altra parte questo è lo spirito del tempo, le rivoluzioni sono diventate puro oggetto di marketing. Emblematico il caso Che Guevara: la sua faccia è comparsa un pò su tutti i prodotti e gli manca solo di essere testimonial di una carta di credito (ma poco ci manca). Così anche i moti rivoluzionari borghesi che sconvolsero l’Europa della Restaurazione nel 1848 si ritrovano in una comoda confezione prêt-à-porter, ideale per le esigenze di idratazione dell’uomo postmoderno. La storia, maestra di vita, imbottigliata. Se esiste una nemesi, il futuro non riserva nulla di buono.

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SPQRT

Il recente ritrovamento di una lapide, di seguito tradotta, getta nuova luce sullo studio dell’origine delle cronache sportive.

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Notte di grandi emozioni allo stadivm ha saziato ieri la bramosia di violenza dei cives. I gladiatori della Mediolanense, celebrati lvngo tvtto il Padvs, hanno affrontato i zannvti felini delle regioni di Hic Svnt Leones. Tradizionale casacca di maglia per i nostri campioni, tipica pelle con ampia criniera – resa famosa dalle gesta di Hercvles – per gli avversari. Breve riscaldamento, “Ave Caesar, moritvri te salvtant” di rito e le gabbie vengono aperte. Pronti via, affamati da giorni di digivno forzato i leoni spappolano il vertice dei mediolanensi e iniziano a litigare per aggivdicarsi i pezzi migliori della preda. Approfittando della distrazione, i gladiatori attaccano frontalmente rivscendo a mettere a segno qvalche testa mozzata. Ciò non fa altro che scatenare maggiormente gli istinti dei Leones che spingono le ali ad vna morte inevitabile. La disposizione mediolanense passa ad vna prvdente phalanx che sembra dar ragione ai critici che vltimamente accvsano la sqvadra di atteggiamenti troppo difensivisti. Invece no: sistematicamente i gladiatori abbattono leoni con cadenza di metà clessidra. La vittoria sembra infilzata dal gladio, quando l’arbiter ferma il gioco per capriccio dell’Imperator. Certo non si pvò pretendere probvs lvdvs dalle bestie che, appena abbassati gli scvdi avversari, fanno strage di traci riaprendo la partita. Mirmidone, il fvoriclasse della Tessaglia, non volendo perdere pvnti in classifica e arti inferiori svona la carica. I crampi dei compagni annunciano però vn eccidio. Mirmidone invece è vna fvria e si apre vn varco tra le fila avversarie. Piv’ avanza, piv’ gli altri gladiatori vengono mangiati. Il pvbblico ormai inizia a lasciare gli spalti fino al colpo di scena: Mirmidone raggivnge l’vscita di sicvrezza e s’invola tra le vie dell’Vrbe dandosi alla macchia. Vna vittoria a metà dvnque per i leoni. Condanna nelle galere a vita per il gladiatore che, nel momento in cvi scrivo, non è stato ancora stanato.

Annio Biennio

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Breve e discutibile storia economica

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In principio fu il liberismo più sfrenato. L’economia di scambio fondata sul baratto infatti non fu altro che un mercato tanto deregolamentato in cui era possibile negoziare qualsiasi cosa, persona, animale. Questo sistema aveva i suoi pro ed i suoi contro. La mancanza di moneta escludeva il pericolo dell’inflazione (e delle politiche monetarie di Trichet). D’altra parte se l’accordo non era soddisfacente per uno dei contraenti, spesso si arrivava alle mani. Si è poi giunti ad un’economia basata sull’agricoltura che è andata avanti molti secoli. C’è da dire che la gente all’epoca non aveva molto fiuto per gli affari se si pensa che, nonostante tutto quello spazio per le piantagioni, nessuno ha mai pensato di coltivare grano per la produzione di etanolo e biodiesel. La prima industrializzazione ha portato all’origine dell’economia politica, ispirata ai modelli della fisica classica perchè quelli del baccarà erano troppo complessi. Un notevole contributo è stata la legge di Say: “L’offerta è sempre in grado di creare la propria domanda. O viceversa. Non ricordo mai!”. All’inglese John Maynard Keynes dobbiamo invece la nascita della macroeconomia moderna. La tesi dell’economista omosessuale è che l’intervento statale debba focalizzarsi nel breve periodo poichè “nel lungo termine siamo tutti morti”. Nei circuiti accademici ciò gli valse la nomea di “menagramo”. Il nome di Charles Darrow può invece a molti risultare sconosciuto, ma gli dobbiamo l’invenzione del Monopoli, famoso gioco di società. Esso è stato spesso censurato, a partire da Goebbels, ministro della propaganda nella Germania nazista, che lo ha definito troppo “giudaico-capitalista”, poi in Unione Sovietica (fino alla perestrojka), e ancora oggi a Cuba, in Cina e Corea del Nord. L’Italia può invece vantare Franco Modigliani, premio Nobel per l’economia nel 1985, che però alla reception degli alberghi veniva sempre confuso con il pittore. Negli ultimi decenni, la conquista più importante è stata l’applicazione all’economia della teoria dei giochi da parte di John Nash. Grazie ad essa si è potuto dimostrare che, se si paga alla romana al ristorante con gli amici, è razionale che tutti i commensali ordinino le pietanze più costose.

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