Il meglio di..

Questa pagina è dedicata ad una selezione dei migliori interventi sul vecchio blog tra novembre 2005 e settembre 2007.

 26 Aprile 2007

In ricordo di.. Boris Eltsin

Ah! Quanti ricordi mi legano a Boris.. Ci siamo conosciuti molti anni fa, imbacuccati con sciarpa e colbacco durante una Summer Session sui Piani Quinquennali nella Scuola di Alta Formazione per la Pubblica Amministrazione di Togliattigrad. Uscii dal corso con il massimo dei voti avendo copiato nella prova finale le risposte dal suo compito, nonostante lui le avesse buttate a caso, e presto mi ebbe in simpatia poiché aspiravo rumorosamente il borshch di barbabietole. Il giovane Eltsin aveva la fama di genio visionario, effettivamente già all’epoca aveva previsto il crollo dell’Unione Sovietica ma nella circostanza era completamente ubriaco. Lo persi di vista dopo che ottenni uno stage in Siberia (grazie ad uno sgradevole commento sulla moglie di Nikita Khruščёv) ma ci tenemmo in contatto grazie ad un fitto carteggio. Non nascondo i problemi di comprensione, visto che non avevo imparato a leggere il cirillico. Mi scriveva dei suoi attriti con il Politburo, o forse degli attributi del burro.. ancora non mi è chiaro. Quando nel 1991 cadde Gorbachev (che Boris amava canzonare soprannominandolo “il sovietico con la frittata in testa”) ed Eltsin venne eletto, mi invitò nella sua dacia fuori Vladivostock per festeggiare con una gara di vodka. Inutile dire che vinse Boris per manifesta superiorità. Purtroppo il suo spirito (ad alta gradazione alcolica) ci ha lasciati ed ora i grandi del mondo gli rendono omaggio, ma nessuno più di me può sapere quanto questo statista era ebbro di orgoglio per aver servito la sua patria.

 

19 Marzo 2007

L’intercettazione di due gentiluomini


Istruzioni per l’uso: per meglio comprendere, leggete prima il testo completo della famosa intercettazione qui. Successivamente, aldilà di ogni considerazione di ordine morale, ipotizzate come lo stesso dialogo si sarebbe svolto se i protagonisti fossero stati dei gentiluomini d’altri tempi e non i buzzurri cafoni che in realtà sono. Riarrangiando il dialogo, io l’ho immaginato così. Forse non sarebbe nato alcuno scandalo se questa fosse stata la realtà.


M.: Messer Fabrizio, codesta serata di plenilunio ci sarà propizia..

C.: Di cosa discetta la Vostra Signoria?

M.: ..mio malgrado non distinguo più la sua figura nella penombra

C.: Di chi specula la Vostra Signoria?

M.: Ora non conviene alla Vostra levatura citare apertamente il nome. Disvelo solo che amministra la cosa pubblica, un personaggio di grande spessore.

C.: La prima lettera che compone il nome suo è la lettera P, anzichenò?

M.: Messer Fabrizio, comprendo la vivace curiosità tipica degli uomini intraprendenti. Ora il nostro si è dileguato, ma feci in tempo a scorgerlo vicino ad uno di quegli uomini dalle sembianze femminili. Parea fosse tornato da bisbocce ed io, avendo una certa discrezione in speme, non ebbi il coraggio di stargli molto appresso. Anche perchè nel malaugurato caso mi notasse, sul far del nuovo sole mi troverei i lanzichenecchi in casa. Il Messere intende? Ho già in animo di farLe pervenire le mie pictures, come dicono i figli d’Albione, di costui, il portavoce del Primo Ministro, in lieta compagnia.

C.: Orbene vedrò di mettermi di buona lena.

M.: Penso sia gesto nobile sottolineare al Messer Fabrizio che io stesso decisi di informarLa sui fatti. Ora siamo quattro gentiluomini virtuosi di tale conoscenza.

C.: E’ bene che inizi il mio travaglio, nevvero? La Signoria Vostra ha fatto abbastanza..

M.: Mi duole riferire che il Fato ci ha consegnato solo il suo locomotore e relativo codice di registro, non facendoci dono del volto.

C.: Ma il maschio che si agghinda da cortigiana è ben visibile?

M.: Se lo fosse stato, ora sarei in molli libagioni con lo spumante delle terre di Champagne da 900 denari. Mi presti attenzione, tra questi due dies Domini debbo salpare per Nuova York ed il Messer Lele si farà carico del lavoro.

C.: Prego la Signoria Vostra di mostrarmi prima le grafie e consentirmi usufruire del lume della ragione. Di codesti affari si compone il cibo che foraggia la mia anima.

M.: Lo ben so, Messer Fabrizio. Porterò ordunque queste immagini. Recidivo infatti è l’uomo che frequenta figli di madre ignota. Ognuna di queste virili peripatetiche il suo occhio vigile ha studiato e appena un cortigiano non coinvolgesse il suo capriccio, subito un altro osservava avidamente. Finchè vidi quando, appagato il senso estetico, si fermò. Questo è l’attimo che ho catturato e di cui mi faccio vanto.

C.: Con i mercenari della scorta?

M.: No, solo come un’anima irrequieta. Se il gazzettino le pubblicherà, è d’uopo approvvigionarci delle necessarie testimonianze, altrimenti rischiamo di venir dileggiati e processati. Avute le prove – sa cosa significa Messer Fabrizio? – le nostre vite saranno esaltate dalla gloria imperitura!

 

9 Marzo 2007

L’avete mai notato?

Il cantante Drupi e il politico Prodi sono fisicamente identici. L’avete mai notato? Le uniche cose che li distinguono sono che il primo ha i capelli lunghi e il secondo porta gli occhiali. L’avete mai notato? Semplicemente sostituendo la lettera U del con la O (o viceversa), il nome di uno è l’anagramma dell’altro. L’avete mai notato? Entrambi di mestiere inventano storie e favole condite di belle parole per far sognare la gente. L’avete mai notato? Non esiste un solo testimone che abbia visto entrambi nello stesso posto contemporaneamente. L’avete mai notato?

 

 

18 Febbraio 2007

PUBBLICITA’ ANTE LITTERAM     

Sul mio regno non si ferma mai il Rolex – Carlo V

La celebre produttrice di orologi è infatti più antica di quanto molti pensano.

Parigi val bene una ressa – Enrico IV 

Ai saldi del Centre Pompidou, s’intende.

Rio Mare me l’ha data e guai a chi me la tocca – Napoleone

Riferito alla campagna pubblicitaria di tonno con annesso concorso a punti per una caffettiera.

Visitanda Carthago – Catone il Censore

In questo modo nell’antica Roma si promuoveva il turismo sulle coste nordafricane.

Il dado è Knorr – Giulio Cesare

Con un testimonial d’eccezione i germani tentarono così di esportare l’insaporitore a Roma.

28 Gennaio 2007

Il giardino delle vertigini suicide

[…] Heidegger, Kierkegaard, Vico, Fichte. Come Croce diceva dello scocciatore, le loro letture serali mi hanno tolto il piacere della solitudine senza darmi mai quello della compagnia. Io in quanto pensatore ero destinato a non avere relazioni sociali reali ma sempre platoniche con Platone e presocratiche con i Presocratici. Quella sera avevo deciso di andare in un posto avulso dalla realtà come me, il giardino zen costruito dal Comune per risollevare inutilmente l’immagine di periferie decadenti. Nel silenzio affondavano i miei passi lungo i viottoli ordinati e puliti e ciò mi portava a riflettere sulle filosofie di vita e su Confucio. Si è aperto un angolo di Giappone nella mia testa. Mi sono aperto la testa contro un angolo di comodino, qualche giorno fa. Il dolore pulsante del bernoccolo mi riportò alla realtà giusto il tempo di inchiodare l’ultimo passo sul ciglio di un precipizio nascosto fra i cespugli. L’abissale buio che paradossalmente splendeva sotto i miei piedi mi bloccò, il mio sguardo non riusciva a volgere, la testa girava. La vertigine vorticosamente mi risucchiava verso la morte e poco a poco la mia volontà vacillava. In fondo cosa mi tratteneva più qui? Amici? Nessuno. Una donna? Men che meno. “Mi scusi, c’è qualcosa che non va?”: Una flautata voce spezzò la maledizione. Voltandomi vidi lei che aveva parlato e pensai alla Leibniz: “Che bella monade!” […]

7  Gennaio 2007

Mal comunismo, mezzo gaudio

Marx è morto? Sì, a Londra nel 1883. Ma il suo spettro si aggira ancora per l’Europa, più vivo di quando pomiciava con la cugina tra i banchi del duomo di Treviri, dando ancora motivo di dibattito intellettuale (incidentalmente: si parla di Karl, non Groucho, sebbene sia facile cadere nell’equivoco). Due sono i recenti interventi che sollevano il pubblico interesse.

Per primo si segnala il finlandese Mika Fesso con il suo saggio “How computer programming flips over the brain” nel quale illustra la nuova forma capitalistica di controllo mentale sugli essere umani. L’oggetto particolare della vessazione in questo caso sono i programmatori, tra i quali l’autore stesso si riconosce benchè nel suo curriculum tecnico possa solo menzionare di essere stato il primo ad aver finito tutti i livelli di Bubble Bobble. Per il Fesso costoro, a causa delle numerose ore che passano di fronte ad uno schermo monocromatico digitando linee di comando senza soluzione di continuità, raggiungono presto la stessa alienazione teorizzata da Marx ed Engels ne “La sacra famiglia” (che in diversi punti coincide con il concetto buddista del Nirvana). La seconda parte del saggio è un pamphlet contro la Microsoft Corporation e Bill Gates, dipinto come un negriero contemporaneo che sfrutta bravi matematici per il suo orrendo patrimonio. Su questo punto altri hanno espresso riserve, sostenendo che in fondo se questa alienazione permette di guidare una famigliare fino al garage di una villetta su due piani, alienazione sia.

Da presupposti completamente diversi nasce la rivista new-age Communism&Capitalism: one face, one race che apre con la Legge di Juri (“Il capitalismo è lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Il socialismo è il contrario.”) ed uno sferzante editoriale del vegano Jack Ruttolomeo contro l’ipocrisia dei social-democratici. La tesi di fondo è che capitalismo e comunismo si stiano spartendo le risorse alla frutta del pianeta con un patto peggiore del Molotov-Ribbentropp. Essi sarebbero giunti al compromesso di “socialismo di mercato” superando così l’ossimoro: mantenendo tutta la logica mercatista delle demo-giudo-pluto-crazie, i dirigenti (ex)comunisti tollerano ben volentieri il sistema economico privato giustificandosi con l’utopica speranza del raggiungimento di una concorrenza perfetta in grado di annullare i profitti (ex plusvalore,etc,etc). Su questo punto però vorrei fare una considerazione: meglio di niente, o meglio, meglio dei soviet (che, se non avete notato, è il contrario della parola teivos che nè in greco nè in latino possiede alcun significato).

22 Ottobre 2006

Il senso di Smaila per la neve

Continua la denuncia dei poteri celati. Continua l’epifania degli oscuri burattinai. Continua l’arrampicata sull’albero genealogico che affonda le radici nella P2 di Gelli. L’ultimo attacco alle istituzioni è legato alla recente e ormai nota vicenda del test antidroga condotto dal programma Le Iene. Ebbene, è arcinoto che da anni molti scranni del parlamento sono occupati da tossicomani di varia specie, razza, sesso ed età. Che bisogno c’era di sollevare il polverone? Chi ha provocato intenzionalmente l’inutile Autorità della Privacy (con la quale anch’io ho avuto mestamente a che fare) allo scopo di gettare scompiglio? Ci verrà in aiuto la teoria dei 7 gradi di separazione: 1) I finti inviati tamponatori lavorano ne Le Iene 2) Le Iene sono condotte da Luca Bizzarri 3) Luca Bizzarri è un attore e ha recitato con Luigi Maria Burruano in “E se domani..” (2005) 4) Burruano participò lo stesso anno a “Nebbie e delitti” con Francesco Salvi 5) Il genio comico di Salvi nel lontano 1985 recitò insieme a Jerry Calà in “Yesterday – vacanze al mare” 6) Jerry Calà dai tempi dei Gatti di vicolo Miracoli lavora con Umberto Smaila. E qui ci fermiamo. In 6 semplici mosse abbiamo ricostruito questo sordido intreccio, alla cui mente c’è uno pseudo cabarettista da pianobar, Umberto Smaila, ed il braccio sono Le Iene. Ma perchè tutto ciò? Non è dato saperlo con certezza. L’interpretazione più accreditata è che Smaila, conoscendo gli ambienti dello spettacolo e della politica, ha voluto reagire all’attacco di Soru e della sua tassa sul lusso in Sardegna, regno indiscusso del ciccione con i baffetti conquistato a furia di spettacolini revival. Buttando giù a spallate la classe politica devastata dalla cocaina, sembra miri a sostituirla con la sua mole, per poi ricamare leggi ad personam strafregandosene del conflitto di interessi dovuto alla proprietà del suo locale in Costa Smeralda. Non è infatti difficile immaginare quanto senta la mancanza degli edonistici anni ’80. I ben informati dicono che Calà, interrogato in merito, ha risposto con la sua nota sapida ironia: “Libidine! Doppia libidine! Libidine col fiocco!”.

6 Ottobre 2006

Adam Smith aveva ragione!

Un altro mistero si svela all’umanità. Dopo due secoli e mezzo è stata finalmente trovata la Mano Invisibile di Adamo Smith. Il padre di tutti gli economisti ne iniziò a parlare nella Teoria dei sentimenti morali, un classico mai fuori moda, evergreen quanto i “best of” dei Queen. La sua esistenza non era mai stata verificata, tanto da farne diventare una leggenda, un Ippogrifo dell’economia. Gli effetti di questa convinzione furono nefasti. Infatti, non potendo accertare che il libero mercato giovasse a tutti nonostante l’egoistico presupposto (“l’interesse individuale porta al benessere sociale”), nell’ultimo secolo nacquero le grandi dittature comuniste dirigiste ed i piani quinquennali, con le atroci conseguenze note a quasi tutti. Ci furono alcune testimonianze di avvistamento, più o meno autorevoli. La prima risale alla prima metà del diciottesimo secolo, quando una nobildonna francese sostenne che fu proprio la Mano Invisibile a pizzicarle il sedere ad un ricevimento. La più importante sembrò essere quella di un sensitivo italiano negli anni ’70. Egli era diventato un importante consigliere di grandi uomini d’affari, perchè aveva un piattino che si spostava da solo su una tavola con delle lettere, indicando loro così dove e come investire. Costui asseriva che fosse proprio la Mano Invisibile a spostare il piattino. Peccato che un magnete sotto il tavolo smascherò il ciarlatano i cui consigli erano assolutamente casuali. Recentemente molti sostennero di averla incontrata, ma erano tutti abituali consumatori di crack. Infine l’odierna scoperta. Finalmente trovata sulle coste del Golfo dell’Argolide nel Peloponneso da un deluso setacciatore di spiagge, che con un metal detector portatile alle 5 del mattino sperava di trovare oggetti di valore dimenticati dai turisti. Sembra che la Mano si trovasse lì alla ricerca di un pò di sole per migliorare inutilmente il suo diafano colorito.

Mano invisibile

 

30 Maggio 2006

La digestione come non l’avete mai immaginata

“La prima digestione avviene in bocca. Mi raccomando, mastica ogni boccone almeno 10 volte prima di ingoiarlo”. Forse proprio da questi saggi consigli popolari ha preso vita il nuovo libro del gastroenterologo Palliato Metopa, “Teoria e pratica della masticazione”. L’originalità di questo testo nasce dalla volontà di formalizzazione scientifica di fenomenologie solitamente ristrette alla scarna osservazione empirica. L’opera parte infatti da un rivoluzionario teorema il cui enunciato è:

Dato un generico ente inserito nel cavo orale, esiste un numero k sufficiente di masticazioni per renderlo digeribile.

Ebbene, ciò comporta che per ogni cibo esiste un giusto numero di biascicature che permettono di digerirlo con certezza. Tutto ciò ovviamente posto ad alcune condizioni, come l’autore identifica in alcuni corollari (..in assenza di intolleranze; ..considerata una dentatura standard e sana; etc.). Ma c’è di più. Per generico ente s’intende qualsiasi oggetto materiale esistente in natura. Ciò ha portato l’autore a stilare un lungo elenco del maggior numero possibile di oggetti con relativo numero di masticazioni. Se per un boccone di pasta scotta c’è bisogno di 4 masticazioni, per uno scontrino ce ne vorranno 16, invece per la carta millimetrata ne bastano 14, e via dicendo. Per difficoltà sperimentali alcuni oggetti possono essere definiti solo attraverso una stima, per esempio prima di ridurre in pappa un bullone è stabilito un periodo da 16 a 24 mesi di incessante ruminazione.

I risultati della ricerca non si sono fatti attendere. Sembra già che l’Unilever (leader nei beni di largo consumo e proprietario di molti marchi tra i quali Algida, Findus, Coccolino, Lysoform..) abbia intenzione di inserire sulle confezioni il numero relativo di ogni prodotto, calcolato secondo la tabella del Metopa, per migliorare la propria immagine in termini salutistici.

P.Metopa

TEORIA E PRATICA DELLA MASTICAZIONE

Edizioni Rosti&Kartofen

19 Maggio 2006

Il mio medico è futurista

Ricetta futurista

5 Maggio 2006

La sostenibile leggerezza dell’essere

Il mondo non si divide più fra bene e male, bensì fra ciò che è sostenibile e ciò che non lo è. Nessuno si stupisce ma il concetto di sostenibilità si è imposto solo recentemente e va ben oltre quella ambientale. Poco a poco è entrato nei più remoti gangli del parlare quotidiano, non solo nelle tribune politiche ma anche tra la gente comune. Per esempio, ciò avviene nel gergo giovanile che è la frangia del linguaggio più ricettivo e fantasioso. Non è raro sentire declinare l’aggettivo sostenibile dai giovinastri per indicare un oggetto che piace (“Zio, il tuo stereo è sostenibile”), una ragazza carina (“Sei troppo sostenibile, ma fai la modella?”), oppure l’apprezzamento di un’idea (“Bella del Dogui, la tua proposta di andare all’Hollywood stasera te la sostengo a tuono”). Ma non sono isolati. La febbre di tutto ciò che è sostenibile o meno contagia un pò tutti. Nessun politico può farne a meno, altrimenti non è in grado di reggere un confronto (quindi non è sostenibile). Gli opinion-leader in genere non si sottraggono a questa logica assassina, arrivando a dire che il letame degli individui è sostenibile (da cosa poi? chi sarebbe disposto a sostenerlo?). Non esiste credibile mission aziendale senza aver citato qualcosa di sostenibile, qualsiasi cosa, fino a redigere il Bilancio di Sostenibilità per il quale non basta essere ragionieri ma bisogna avere pure una grande faccia di bronzo. Poi c’è il consumo sostenibile. Verrebbe da pensare che il consumo sostenibile giornaliero di wurstel per un uomo siano al massimo 8 pacchetti da 4 salsicce, oltre chiunque vomiterebbe. Invece no. Ad esempio, i wurstel sostenibili sono quelli prodotti riciclando i rifiuti delle popolazioni svantaggiate. E via dicendo: quartieri sostenibili, pellicce sostenibili, idee sostenibili, comportamenti sostenibili, emittenti radiofoniche sostenibili (perchè ad impatto zero), etc. Trovo perciò che questa confusione in termini comporterà diversi rischi di equivoci. Se un tale mette i pannelli fotovoltaici sul tetto e poi questo crolla, chi glielo dice più che è una fonte di energia sostenibile?

20 Aprile 2006

Un trans chiamato Desiderio

..ed arriva il mio turno. Spedire è un’attività che mi gratifica, ma è interloquire con il commesso delle Poste che mi atterrisce. Ovunque debba lasciare le mie generalità, si ripete un monotono teatrino nel quale devo rispondere a seccanti domande, spiegando le mie nobili origini longobarde e giustificando che non sono donna, non sono uomo, non sono animale, non sono insetto, non sono vegetale.. insomma meglio escludere le esclusioni ma includere l’affermazione: sono transgenere (perchè gli inglesismi non mi piacciono, specie se si possono tradurre in italiano).

“Posta prioritaria?”, chiede.

“No!”, rispondo impulsivo, istintivo, spontaneo, sbalordito, impaurito, recalcitrante, sorpreso, supplicante, teso, restio, incuriosito, turbato, fiero, nervoso, sdegnato, spossato, precipitoso, fervido, generoso, garrulo, zelante, laconico, controllato, impalpabile, basito, apollineo, depresso, suggestionato e satollo.

“Che grande capacità di sintesi emotiva”

“Grazie, ma semplicemente non c’è fretta che arrivi”

E piomba giù come un falco suicida con legato al collo un masso il domandone del postino: “Ma cosa s’intende per trans? E’ una sovra-categoria positiva trasversale alle pre-esistenti forme, nel senso di scarne definizioni statiche di un flusso dinamico, oppure presuppone una categoria negativa, cioè di esclusione, dove l’Ente è In Sè ex ante la suddivisione dell’Essere?”

“Bè..” -nessuno aveva mai usato tanti tecnicismi filosofici- “diciamo un misto delle due”, non appena terminata la frase ho raccolto rapidamente gli spiccioli del resto e mi sono fatto strada nella folla astante per uscire da quell’infernale ufficio postale con tanta foga da procurarmi un colpo della strega.

Perchè Desiderio si spezza ma non si spiega.

11 Marzo 2006

Guida al voto del 9 Aprile

Ebbene, visto e considerato che il mio blog non ha proprio nulla da invidiare al Corsera (tranne forse gli agganci nell’alta finanza) non vedo una sola buona ragione per cui io non debba fare come Paolo Mieli, che ha finalmente rivelato la sua sinistra e massonica anima, e affrontare lo scottante tema politico. Innanzitutto premetto di aver ricevuto una formazione monarchica in virtù della quale ergo a valori sacrali la torta millefoglie e l’uso indiscriminanto di avverbi. Calandomi nell’attuale contesto democratico sono dunque per un premierato forte alla francese ma con una camminata più vivace. La politica estera dovrebbe aprirsi ai paesi più bisognosi e in via di sviluppo, come per esempio la Basilicata. E per le infrastrutture si consideri una volta per tutte un serio progetto di parco dei divertimenti stile Eurodisney. Ma ora è meglio trattare argomenti più vicini alla gente, per esempio le tasse. Trovo imprescindibile per il capo del governo la riduzione del Cuneo fiscale, a tutto vantaggio dei cuneesi (deliziosi quelli al rhum). Molti si chiedono, e come fai a trovare poi i soldi per l’economia pubblica? Non c’è nulla di più semplice, basta un ritocco alla fiscalità progressiva stralciando gli accantonamenti dei contributi relativi alle corrispondenti aliquote dei percettori di reddito. Oppure ce li dà Bertinotti. E’ così palese! Altro intervento urgente è stabilire un prezzo politico dei fagioli a beneficio della collettività che non soffre di meteorismo. Solo successivamente si potrà pensare all’istruzione. L’attuale riforma universitaria, seppure con dei passi in avanti, non permette ancora la vera libera scelta dello studente. Occorre quindi aggiustarla ad un 1+1+1+1+1, permettendo così la possibilità di laurearsi in diverse discipline nel minor tempo possibile. Per esempio, un anno di filosofia, poi uno di scienze della comunicazione, uno di ingegneria nucleare, il quarto in scienze per la pace nel mondo, e l’ultimo di astrofisica. In 5 anni guardate quante competenze una persona riuscirebbe ad ottenere. E i Pacs? Sì, ma con moderazione. Tipo ogni settimana viene estratto un cittadino italiano che ha 15 minuti per trovare qualcuno disposto a firmare un Pacs con lui, scaduto il tempo perde questa possibilità. E la flessibilità/precariato nel mondo del lavoro? Direi che è una questione che impallidisce di fronte alla precaria compattezza politica dell’Unione.

7 Febbraio 2006 

L’invisibile lobby dei portinai

Tra i diversi gruppi di pressione all’interno della società moderna, uno in particolare viene colpevolmente ignorato dai più senza considerare quanto esso abbia in realtà peso: la lobby dei custodi di condominio. Metabolizzando perfettamente la “Teoria dei legami deboli” del Granovetter, essi hanno costruito una rete relazionale tanto ramificata da essere presente pressoché in ogni angolo della realtà urbana. L’apice gerarchico raccoglie tutte le informazioni, apparentemente slegate tra loro, e le ricombina riuscendo così a seguire da molto vicino, addirittura nel privato, le vicende più varie, dai crimini della malavita alla differenziazione dei rifiuti. Ciò permette di arrivare molto prima dei media e dei servizi segreti su qualsiasi evento. Contemporaneamente sono capaci di non insospettire nessuno; tutti infatti prima o poi finiscono a fare quattro chiacchere con il portinaio, ignorando che egli annoterà la conversazione mentalmente con estrema precisione grazie all’addestramento ricevuto che comprende anche tecniche di memorizzazione ispirate al sistema binario.

Ovviamente non tutti possono farne parte. Esiste un complesso sistema di verifica dei requisiti (sono apprezzati: forte accento meridionale, udito fino, permalosità, analfabetismo), anche se non regna sempre la meritocrazia; qualche buona conoscenza certo aiuta ad entrare, il clientelismo ed il familismo non perdonano. I vantaggi sono diversi: casa, luce e gas spesati, tranquillità, tanto tempo per leggere (se ne si è capaci).. ma soprattutto le sapide tredicesime di tutti i condomini vanamente speranzosi che il portinaio non dia il suo contributo nel capitale sociale della lobby. I potenti sanno bene che devono diffidare della gioviale e pasciuta signora Marisa (archetipo per eccellenza dei custodi) altrimenti non dureranno parecchio.

Il recente saggio di Ismaele Platirrino, “Le forze oscure del pianoterra”, documenta approfonditamente come alcuni importanti eventi della storia abbiano avuto come attrice invisibile questa organizzazione, per esempio il ratto delle Sabine, o la “seconda guerra dell’oppio” in Cina ed il patto Molotov-Ribbentrop. E’ altresì molto interessante come in un brillante capitolo viene analizzato il sapiente uso delle candeggine profumate, spesso spruzzate negli ascensori o nel sottoscala e dal forte effetto cancerogeno, per eliminare figure scomode alla lobby, o almeno il loro olfatto.

Sappiamo bene che le elezioni del 9 Aprile 2006 saranno decise da uno scarto di voti dell’ordine di pochi punti di percentuale. E non è ora difficile intuire che è proprio questo modesto differenziale di percentuale quello in mano ai portinai.

17 Gennaio 2006

La Natura è stata avara del dono della sintesi quasi quanto di buon senso

 

5 Gennaio 2006

Pieno di sè o pieno di se?

Questa è la storia di una persona del Sistema Solare. Tutto ebbe inizio nell’infanzia, luogo dove R. spesso si perdeva e alimentava la sua vorace personalità. I migliori insegnamenti li ottenne infatti dal “Manuale dei Giovani Mormoni”, un classico della letteratura per ragazzi soprattutto per le curate e simpatiche illustrazioni di carcasse di animali. “Il sapere didascalico non descrive necessariamente una fotografia” era la massima che echeggiava nelle sue orecchie ogni volta che si trovava in compagnia femminile, per questo motivo aveva grossi problemi nel relazionarsi con le ragazze più grandi di lui. Bulimico com’era di letteratura scadente, al suo quarantesimo compleanno si regalò “Misogenia: come svilupparla in 10 rapide mosse” della collana di manuali per uomini soli. L’illuminazione non tardò ad arrivare e tale fu da accecarlo. Non più consapevole del bene effimero della bellezza, seppe trattare spregevolmente le donne finchè esse non si innamorarono di lui. R. le respingeva sempre e comunque, indistintamente, senza soluzione di continuità, per la perduta sensibilità estetica. Per liberarsi dalla scomoda pressione femminile usò un classico escamotage, si iscrisse al Politecnico sebbena ancora non sapeva di sapere che solo inventando qualcosa avrebbe potuto lasciare un segno indelebile nella storia dell’umanità. Divenuto ingegnere perse definitivamente interesse per ciò è bello, onde anche per ciò che piace. Questo non fece che peggiorare il suo pessimo carattere trovando come suo unico diletto inseguire il dispiacere altrui. Inventò dunque la macchina per il gelato, ma essendo troppo buona la distrusse e brevettò invece un particolare cerotto che, applicato in qualsiasi parte del corpo, simulava l’odiosa sensazione di una puntura di zanzara sulla pianta del piede. Ma a nessuna azienda venne in mente di produrre un oggetto così stupido inventato da un neolaureato ormai quasi cinquantenne e perdipiù videoleso. R. vedendo la sua vita ridotta alla vacuità iniziò ad interrogarsi. Le risposte alle sue stesse domande erano ambigue ed ipotetiche, i dubbi iniziarono a divorare la sua proverbiale superbia, finchè i se distrussero il Sè. Ora egli è un vecchio che si trascina stancamente per le vie di C. incapace di dare risposta alle più semplici domande, per esempio: in che anno nacque Dante Alighieri?

 

1 Dicembre 2005

De verbis aesthetica

Stigmatizzare il senso intimo del linguaggio è opera iniqua. E’ necessaria una sorta di metempsicosi dell’animo nella parola, del pneuma artistico nel polmone della comunicazione verbale e scritta. Il legame onirico tra cerebro e fonema genera un flusso emotivo senza soluzione di continuità, inconscio, spesso vilipeso e non di meno evitato o respinto, con il solo risultato di generare una faceta batracomiomachia tra sentimento e bestialità recalcitrante. L’estasi eufonica sgorga resina di commozione densa ma tanto viscosa da impedire la transustantazione nei cuori più ombrosi e impermeabili e da realizzare l’idiosincrasia tra sensibilità e apatia. E’ un dono di affinità elettiva che investe di una consapevolezza morale ancor prima che estetica, ma impossibile da indurre, capace solo di nascere entropicamente per partenogenesi intellettuale. Stereotipo è la dicotomia fra parole omologhe ed eterologhe. Meglio descrivere sé stessi o qualcosa d’altro? “Omologo” è una parola omologa o eterologa? Non è questa la discriminante, ma un’esemplare peristalsi per l’atarassia, per l’edonismo che abbraccia piacere (della parola) e sofferenza (dell’esistenza) in maniera equipollente. In ultima analisi, l’estetica della parola è un’arte fine a sé stessa, tautologicamente perfetta, tanto da essere pervicacemente autoreferenziale.

26 Novembre 2005

ORAZIO POPLITE

Eroico personaggio le cui gesta salvarono Roma dal lucumone Porsenna. La leggenda narra infatti che, difendendosi con l’unico uso delle ginocchia, avrebbe da solo impedito agli etruschi di superare il ponte Sublussatio, permettendo ai romani di abbatterlo (Orazio Poplite, non il ponte). La sua impresa è divenuta sinonimo della fiera opposizione di un solo eroe contro i reumatismi.

MUZIO SCIVOLA

Si narra che Caio Muzio, giovane e coraggioso romano travestito da guerriero etrusco, penetrò nel campo nemico deciso ad uccidere il re. Scivolando su dei pattini a rotelle, sbagliò invece bersaglio ed uccise un ragioniere. Arrestato e condotto davanti a Porsenna, egli coraggiosamente mise la mano destra su un braciere acceso, dicendo:
– Volevo ucciderti per salvare la libertà di Roma. Per uno scivolone la mia mano ha sbagliato ed io la punisco… Ahia! Scotta! –
Porsenna, meravigliato del coraggio del giovane romano, fece pace con Roma e aprì una sala giochi. Caio Muzio fu detto Scivola e considerato eroe dai Romani.

19 Novembre 2005

Le virtù della caccola

Una recente ricerca condotta dal Massachusetts Institute of  Technology ha portato alla luce una nuova sensazionale scoperta: il muco fa bene all’alimentazione. Per la gioia di molti bambini (ma anche di qualche adulto che indugia ancora), mangiarsi le caccole migliora la nostra salute! Infatti, la volgare caccola altro non è che una secrezione assolutamente naturale del naso che acquisisce solidità per l’evaporazione dell’acqua che rende il muco così fluido, ed è appunto stato scoperto che contiene sostanze molto nutrienti e salubri. “La caccola – dice Irina Fottemberg, dottoressa del MIT – ha un patrimonio ricchissimo di vitamine, sali e componenti antiossidanti. La sua ingestione regolare riduce i radicali liberi e aiuta a prevenire il rischio di infarto, di cancro alla prostata e di piorrea”. La ricerca è nata dal dubbio degli scienziati su cosa spingesse i bambini a scaccolarsi. Generalmente, appena i giovani virgulti vengono beccati dai genitori intenti in queste attività, si prendono una lavata di capo e perciò crescendo perdono questa benefica abitudine. In realtà, è il sistema artificioso della società basato sul “buon gusto” che induce la scomparsa di un così importante istinto. Ma la natura non conosce il significato di questo concetto, nè ha mai letto il Galateo di Della Casa e ci ha dotato delle dita da poter mettere nel naso per sostentarci da soli, almeno in parte. Il messaggio sotteso di questa ricerca è che il genere umano dovrebbe tornare alle origini, riscoprire sè stesso. E forse, con le caccole si può ricostruire un mondo di pace.

 

18 Novembre 2005

TEST – SEI POSTMODERNO? 

Preferisci:

A) Newton

B) Heisenberg

C) Einstein

Con quale filosofo ti identifichi maggiormente:

A) Hegel

B) Epicuro

C) Auguste Comte

Se vuoi farti uno spuntino:

A) Merendina

B) Frutta e/o yogurt

C) Pane e Nutella

Mangiare fuori la sera:

A) Pizzeria

B) Sushi bar

C) Happy hour

Tempo libero:

A) Al cinema

B) In palestra

C) Leggendo libri

Ti identifichi in quali valori:

A) Chiesa, patria, famiglia

B) Individualismo, edonismo, narcisismo

C) Spiritualità, impegno sociale, idealismo

Genere musicale:

A) Musica dodecafonica

B) New wave italiana

C) Canzone d’autore

Arredamento ideale:

A) Antiquariato e anticaglie

B) Vintage

C) Minimalista

MAGGIORANZA RISPOSTE:
A –  Sei postmoderno quanto il quartetto Cetra. La tua specie è in estinzione, nel giro di una generazione non esisteranno più esemplari come te. Il pessimismo è il tuo biglietto da visita del tutto giustificato.

B – Sei un individuo all’ultimo stadio evolutivo. Rappresenti il maggior grado di postmodernità e ciò non è necessariamente un complimento. Il dubbio ti domina e ti porta ad una vita di gesti insensati.

C – Sei ancora relegato all’utopia della modernità, schiava del continuo progresso, della fiducia verso il prossimo e dello spreco materiale. Il tuo ridanciano ottimismo si ritorcerà contro di te prima o poi.

Se ci sono due tipologie di risposte a parimerito – Sei un incoerente, affetto da una confusione mentale insanabile. Le tue opinioni sono labili come carta velina. Fai un esame di coscienza.

Se ci sono tre tipologie di risposte a pari merito – Impossibile, hai barato o non sai contare.

17 Novembre 2005

Pubblicità BRAILLE

13 Novembre 2005

Citazioni famose

“SO DI NON SAPER CUCINARE”  –  Socrate

“UN GIORNO SENZA SORRISO E’ UN GIORNO DI FEBBRAIO”  –  C. Chaplin

“NON ESISTONO CITAZIONI MORALI O IMMORALI, ESISTONO SOLO CITAZIONI” – O. Wilde “LE MONADI NON HANNO FINESTRE” – Liebniz“LA VITA E’ COME UNA SCATOLA DI CIOCCOLATINI, PRIMA LI SCARTI E POI TIRI IN PORTA” – F. Gump“DATEMI UNA FRASE DI UN DISCORSO DI UN UOMO E IO LO FARO’ CONDANNARE PER ABIGEATO” – Voltaire

“IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI, IL ROZZO SE NE SBATTE LE PALLE” – N. Machiavelli

“L’OTTIMISTA PENSA CHE QUESTO SIA IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI, IL PESSIMISTA SA CHE E’ FINITO IL CAFFE’ ” – R. Oppenheimer

“COS’E’ LA FELICITA’ SE NON MANCANZA DI ROMPIBALLE?” – A. Schopenauer

“MEGLIO TACERE E FAR PENSARE DI ESSERE STUPIDI, PIUTTOSTO CHE APRIRE BOCCA E FARE UN RUTTO” – Anonimo

12 Novembre 2005

WIKIPEDIA

Essendo particolarmente attratto dal sapere enciclopedico, saltellando da una voce all’altra di Wikipedia con il comando “Apri una pagina a caso”, ho unito frasi di diversa origine per dare vita al seguente brano (con i corretti riferimenti di ogni voce da cui è stata estrapolata la frase) che, in quanto a senso e sintassi, è molto più plausibile di molti articoli sui giornali nazionali:

Negli stessi anni in cui nasce il world wide web, cade il muro di Berlino, inizia la prima guerra del golfo e nel mentre [cfr. THE CODE (Film)] l’Annuario pontificio presenta nelle prime pagine una lista dei papi che, sebbene la pubblicazione non sia dal 1924 dichiarata come ufficiale, è de facto l’elenco ufficiale dei papi [cfr. ANNUARIO PONTIFICIO]. L’estinzione della sottospecie è alquanto recente, probabilmente tra il 1850 e il 1860 [cfr. EMU’ DELLA TASMANIA] dove ogni battuta di una lunghezza diversa divenne più comune: questi metri includono i ritmi in quintuple come anche altri costrutti più complessi quali 2+5+3/4 [cfr. METRO]. John Lennon [cfr. JOHN LENNON] sposò suo fratello Oceano e fu madre delle Oceanine, di Stige e di Asopo [cfr. TETI (URANO)] e si segnala sia per la non dogmaticità del suo assunto (che è al contrario squisitamente empirico), sia per il merito di rimuovere il pregiudizio circa la neutralità delle nostra elaborazioni inconsce [cfr. SCHEMA] e ha nel suo cuore un loto più piccolo a dodici petali in cui è inscritto il triangolo chiamato Kamakala, che simbolicamente raffigura la sede della Shakti Suprema, cioè la Forza Cosmica non individualizzata [cfr. SAHASRARA CAKRA]. Fra i glaciali rapporti personali, l’unica persona di cuore della storia è Anna, la badante che da anni e anni si occupa di Agnese. Addirittura arriva ad allattarla come una bambina, quasi in memoria della propria figlia morta giovane [cfr. SUSSURRI E GRIDA (Film)]. La donna fu processata e condannata a morte, in suo soccorso arrivò Daniele (uno dei profeti dell’Antico Testamento) che riuscì a dimostrare la buona fede di Susanna [cfr. SUSANNA E I VECCHIONI (TINTORETTO)] in mezzo a persone che lo chiamavano “cane di cristiano” perchè il figlio del Pascià aveva osato assumere un medico bianco e per di più cristiano e non i guaritori locali [cfr. PAOLO DELLA CELLA]. Dopo decine di combattimenti, molti dei quali mortali, Ping riesce a riportare la testa di Ong-bak al suo villaggio, sconfiggendo i malavitosi e mandando in fumo il loro racket di contrabbando di opere d’arte [cfr. ONG-BAK:NATO PER COMBATTERE (Film)]. A lui spetta il merito della corretta interpretazione della funzione ghiandolare e della distinzione tra ghiandole secernenti e linfonodi [cfr. NICCOLO’ STENONE] che dice di “non prendere mai niente per vero, se non ciò che io avessi chiaramente riconosciuto come tale” [cfr. DISCORSO SUL METODO (CARTESIO)].

 

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